peak performance

La prestazione atletica è sempre più negli anni diventata argomento di ricerca per riuscire a spingere gli atleti oltre il loro massimo personale, per superare i record.

A tal motivo a parità di preparazione atletica, di livello sportivo a determinare la differenza è la mente.

E in modo particolare vorrei parlare dei tre tipologie di atleta (secondo Brizzi) e delle relative frasi di eft:

1^ Tipologia DIMOSTRARE QUALCOSA A ME STESSA E AGLI ALTRI . La vittoria è una conferma di “chi sono” e di “chi posso essere” , perdere una gara vuol dire mettere in crisi la propria identità. C’è dentro una grande paura di venir sconfitti di fare brutta figura perché dentro di sé ha già un senso di sconfitta. Non è sicuro di sé ne ha stima di sé come atleta è continuamente pieno di dubbi rispetto al proprio valore. Usa lo sport per guarire ferite psicologiche

2^Tipologia USA LO SPORT PER SFOGO non concorre per vincere una competizione, la vittoria e la sconfitta hanno la stessa significato per lui perché usa lo sport per scaricare le emozioni negative e la tensione. Gli interessa sfinirsi. Usa lo sport per scappare da certe emozioni

3^Tipologia IL CAMPIONE PREDESTINATO che su un piano profondo sa che vincerà e diventerà un campione. Lo fa in modo naturale perché gli viene da dentro. Gli altri hanno un alta idea di lui perché lui ha una percezione certa del proprio valore. Anche quando perde lo fa da campione e quando gareggia lo fa da uno stato di flow, flusso di Presenza.

Lo stato base che permette di arrivare alla terza tipologia è uscire dal piano di coscienza egoico, lo stato di pensiero per entrare nella ATTENZIONE tutt’uno con il corpo e la vibrazione all’interno, nessun pensiero, nessuna emozione…solo serenità e Presenza. Questo permette di consegnare il corpo allenato e perfettamente nutrito a una forza più grande che trascende i limiti mentali e personali.

Ecco alcune frasi per iniziare il lavoro:

-Anche se non sono in grado di restare centrato sull’interno del corpo e ho pensieri sul passato e sul futuro scelgo di mollarli

-Anche se continuo a pensare alla mia gara e alle mie prestazioni e non riesco a fidarmi del potere che mi attraversa scelgo di accettarmi ora

-Anche se uso lo sport per confermare un’idea che ho di me, per essere qualcuno vedere scelgo di uscire da questo loop

-Anche se non lavoro per la mia eccellenza personale ma per farmi vedere dagli altri e da me scelgo di uscire dalle mie dinamiche

-Anche se ho bisogno di essere il più bravo e quindi sento la competizione e il sento di inferiorità con gli altri mi amo e mi accetto completamente e profondamente

-Anche se gareggio per dimostrare qualcosa a me e agli altri mi perdono e mi amo

-Anche se gareggio solo per sfogare le emozioni negative che ho dentro senza consapevolezza mi perdono e mi amo

-Anche se voglio fuggire dalle densità che ci sono in me mi perdono e mi amo

-Anche se non sono un predestinato campione e soffro per questo scelgo di lasciare l’idea che ho di me

-Che atleta sono? E che atleta posso essere?

-Come posso diventare un vincente dentro? Commettermi al flusso e fare la mia peak performance?

Molto utile è anche scrivere tutti i pensieri che abbiamo sulla nostra prestazione atletica e sottoporli ad indagine finchè non rimane che ciò che siamo ANIMA CHE VINCE….

Buona pratica.

Monica

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